RERTECH - Cavo sottomarino

Cavo sottomarino

In telecomunicazioni ed ingegneria elettrica il cavo sottomarino è un cavo appositamente costruito e posato sul fondo del mare, di un lago o un fiume (cavo subacqueo), usato per trasportare informazioni su una tratta o dorsale della rete di trasporto dati oppure energia elettrica nella rete di trasmissione elettrica tra le due sponde. Esistono quindi due categorie di cavi sottomarini: quelli per le telecomunicazioni e quelli per trasporto di energia.

Generalità

Il primo cavo posato era destinato al trasporto del segnale del telegrafo Morse. Successivamente si sono posati cavi per la telefonia ed il traffico di dati digitali (es. Internet). Il miglioramento della tecnologia permette di aumentare sempre più la quantità di dati o il numero di comunicazioni telefoniche veicolate. Attualmente una fitta rete di cavi sottomarini collega tutti i continenti tranne l’Antartide, che quindi risulta collegato solo mediante satelliti.

Una mappa interattiva aggiornata dei cavi sottomarini del globo è consultabile sul sito della societá di ricerca e consulenza TeleGeography.

Nonostante l’avvento dei satelliti artificiali che possano fungere da ponti radio satellitari tra continenti, i cavi sottomarini sono ancora ampiamente utilizzati per due motivi in particolare. Un satellite geostazionario deve essere posto in orbita ad una altezza dalla superficie terrestre di 36000 km per cui il percorso di andata e ritorno compiuto dal segnale radio è di oltre 72 000 km. Questo significherebbe in una comunicazione una latenza molto superiore (andata e ritorno della risposta) tra la fine della comunicazione e l’inizio della risposta dell’interlocutore. Un cavo idealmente posato tra Roma e New York avrebbe invece una lunghezza di 6 600 km. Più che la latenza, però, anche la portata è una variabile importante: un cavo sottomarino può garantire un flusso dati nell’ordine di terabit/s al contrario dei satelliti che si attestano attualmente non oltre 1000 megabit/s.

Cavi per telecomunicazioni

Il primo esperimento ufficiale di posa di un cavo sotto l’acqua fu effettuato nel 1845 nella baia di Portsmouth dalla ditta S.W. Silver & Company. La società non fu però in grado di passare ad una fase commerciale per carenze finanziarie.

Il primo cavo sottomarino destinato alla telegrafia fu posato sotto La Manica tra l’Inghilterra (Dover) e la Francia (Calais) nell’agosto del 1850, dalla società telegrafica anglo-francese Submarine Telegraph Co. Il cavo rimase operativo pochi giorni, dopo i quali venne interrotto forse dall’ancora di un pescatore.

Ci si rese ben presto conto della necessità di irrobustire e corazzare il cavo per difenderlo dai pericoli causati dalla navigazione e dagli animali marini. Nel 1852 fu stabilita la prima linea diretta Parigi-Londra. A seguire, nello stesso anno la linea Inghilterra Irlanda e, nel 1853, la linea Inghilterra Olanda.

In Italia si iniziarono a posare i primi cavi sottomarini dal 1854 tra Sardegna, Corsica, La Spezia e Algeria, e nel canale di Sicilia.

I primi cavi impiegavano come isolante una resina, la guttaperca, ricavata dalla pianta tropicale gutta percha. Poiché questa varietà è spontanea dei territori all’epoca colonie europee, si crearono monopoli commerciali che ne controllavano la produzione.[4]Percorso del cavo posato nel 1858

Il primo tentativo di posare un cavo attraverso l’Oceano Atlantico fu fatto nel 1858, dopo avere raccolto i fondi necessari mediante emissione di obbligazioni pubbliche. La posa iniziò dai due estremi, l’Irlanda e Terranova, per mezzo di due navi. Su ciascuna imbarcazione era caricato metà del cavo totale, 2200 km più una riserva. I lavori procedettero per settimane tra mille difficoltà, il cavo si ruppe più di una volta e fu ripescato con enorme pazienza. Si insinuò perfino il dubbio della presenza di un sabotatore a bordo.

Bisogna considerare che la lunghezza del cavo è maggiore della distanza tra le coste, poiché è necessario scendere in profondità e risalire, ma anche superare valli e rilievi subacquei. Le correnti oceaniche possono anche spostare il cavo durante la discesa, allungando ulteriormente il percorso. La posa del cavo è comunque preceduta da una campagna di rilevamento mediante scandaglio della morfologia del fondale.

Questo primo cavo, accolto con grande risalto dalla stampa mondiale, funzionò però solamente un mese, dopodiché le notizie tornarono ad impiegare settimane per attraversare l’oceano tra Europa ed America.

Un nuovo tentativo si ebbe nel 1865, per opera della Atlantic Telegraph Co. Gli investitori, nonostante l’insuccesso di pochi anni prima diedero fiducia all’impresa, acquistando nuove obbligazioni. In questa impresa fu impiegata un’unica nave, l’ex transatlantico Great Eastern, riadattato come nave posacavo e caricato con quasi 2 000 km di cavo. L’opera fallì in seguito alla rottura del cavo dopo 600 km.

L’opera fu finalmente conclusa nel 1866 dalla Anglo-American Telegraph Co. utilizzando la stessa nave posacavi. Nella stessa impresa fu ripescato e completato il cavo del 1865.

Si iniziarono a sviluppare cavi adatti per la telefonia a partire dal 1920, ma la tecnologia necessaria non fu completamente sviluppata prima degli anni quaranta. Il primo cavo telefonico transatlantico tra la Scozia e Terranova (TAT-1) fu inaugurato il 25 settembre 1956 ed aveva una capacità di 36 canali voce.

5000m: Cavo monofibra FTTH da esterno (TIM) | RERTECH

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